Chi siamo

C’era una volta… dal 1910 ad oggi…

Orologeria, Oreficeria, Bomboniere

Ricordo quando, piccolissima, nel suo negozio di oreficeria in Via Scrivia, seduta sulle ginocchia di mio nonno ascoltavo i suoi racconti. Amava descrivere l’antico Borgo di San Luigi, al quale gli abitanti del luogo verso la fine del 1800 dedicarono la bellissima Chiesa che sembra ancora oggi, voler proteggere il rione.
La storia del nonno era per me come una favola, la sua attività arrivava da lontano la sua era una famiglia di orefici.

Era il racconto di un bimbo che già all’età di dieci anni sedeva dietro un banchetto, dopo aver fatto i compiti, per esplorare i meccanismi perfetti che compongono l’ingranaggio di un orologio, quando gli orologi si tramandavano di padre in figlio e ogni orologio era un piccolo capolavoro da custodire con i gioielli.

Suo padre, il mio bisnonno, era orefice artigiano e anche orologiaio. Con grande successo aveva aperto alcune botteghe, ma le tristi e dure vicissitudini di due guerre mondiali portarono inevitabilmente a ridurne l’attività, ma non ridussero la passione per l’oreficeria e il suo artigianato con l’amore per la fabbricazione degli orologi. Negli anni cinquanta, nello storico periodo del boom economico, mio nonno, perfezionandosi, apre un laboratorio di grossista per orologi svizzeri dandone la “paternità” con il suo marchio depositato “Farwal’s”.
Alcuni anni più tardi dà vita al negozio in Via Scrivia, con l’insegna “Orologeria Svizzera”, dove i clienti erano trattati con familiarità e cortesia permettendo anche il pagamento rateale, agevolazione molto gradita ed in uso all’epoca.
Io ascoltavo rapita questi racconti che, come tutti i bambini, mi facevo raccontare decine di volte, e con ansia aspettavo sempre di sentire. Anche mio papà capì di non essere immune a questa grande passione. Seguendo le orme della famiglia, andò a scuola per diventare orologiaio. E… con grande orgoglio posso dire che il mio papà fu un esperto e bravissimo orologiaio, gli orologi non potevano avere segreti per lui. Così, nel negozio di Via Scrivia “Orologeria Svizzera”, continuò l’attività di suo padre. Furono questi racconti affascinanti che fecero crescere nella mia mente la promessa che “da grande” avrei fatto l’orefice. Al posto di giocare con le Barbie, mi divertivo troppo a smontare gli orologi e giocare con le piccole rotelle, vedere il moto che faceva girare le piccole lancette, i rubini rossi incastonati che avrei voluto usare per fare i braccialetti… poi arrivava papà e rimetteva tutto al suo posto.

Oggi, nell’era dei computer e della tecnologia, sono rimasta nel piccolo negozio, all’ombra della Grande Chiesa di San Luigi, adeguando le necessità di vendita alla nostra vita frenetica, dove gli orologi e i gioielli si cambiano con il colore degli abiti e delle stagioni, dove posso seguire ancora la mia clientela con professionalità e competenza, dove posso esprimere la mia creatività creando artigianalmente graziosi gioielli, unici e non ripetibili.